> ## Content Index
> Fetch the complete content index at: https://www.cyberverso.net/llms.txt
> Use this file to discover other available public pages before exploring further.

# Chi può spegnere l'euro
- URL: https://www.cyberverso.net/it/chi-puo-spegnere-leuro/
- Published: 2026-10-05T12:17:59.000Z
- Updated: 2026-10-05T12:17:59.000Z
- Description: Non la moneta, ma i conti, le carte e i circuiti su cui viaggia: dove passa la differenza fra avere l'euro e poterlo usare.
- Author: Paolo De Rosa
- Tags: Moneta, Infrastrutture, policy, #it, #tx-switch-off-euro, #Import 2026-10-05 10:47

[L'anno scorso ho scritto che l'euro digitale era una questione di sovranità](https://www.cyberverso.net/it/valute-digitali-una-questione-di-sovranita/): se la moneta, nella sua forma digitale, sarebbe rimasta infrastruttura pubblica o sarebbe stata affidata a circuiti privati. Quel pezzo chiedeva chi avrebbe controllato il denaro digitale. Questo pone una domanda più difficile, perché gli ultimi dodici mesi hanno risposto alla prima in un modo che non mi aspettavo. L'Europa può possedere la propria moneta, può costruire i propri circuiti di pagamento, e può comunque vedere una banca europea congelare un conto europeo di martedì perché la settimana prima è stata pubblicata una lista a Washington.

## Una corte che forse non potrà pagare gli stipendi

La Corte penale internazionale ha sede all'Aia. Il suo bilancio è in euro, il suo personale è pagato in euro, e il trattato che l'ha istituita conta fra le parti quasi tutti gli Stati dell'Unione. Niente di tutto questo l'ha protetta. [Secondo l'Associated Press, Washington ha sanzionato più di una dozzina fra membri attuali e passati del personale della Corte, compresa metà dei giudici in carica, e le autorità olandesi sono state avvertite che sanzioni contro la Corte nel suo insieme sono imminenti](https://abcnews.com/International/wireStory/netherlands-bracing-potentially-devastating-us-sanctions-icc-136616246). Lo Stato ospite sta studiando come tenere in piedi la Corte se accadrà: come pagare il personale e i testimoni protetti, come mantenere sicuro il centro di detenzione, se la Corte potrà ancora servirsi di banche e di servizi informatici.

Quello che le sanzioni fanno a una singola persona è istruttivo, perché nulla tocca la moneta. [L'allora procuratore si è visto chiudere i conti bancari e revocare il visto per gli Stati Uniti; la giudice canadese Kimberly Prost ha perso le carte di credito nel momento stesso della designazione, e Alexa di Amazon ha smesso di risponderle](https://thehill.com/homenews/ap/ap-international/ap-cut-off-by-their-banks-and-even-iced-out-by-alexa-sanctioned-icc-staffers-remain-resolute/). [Il procuratore ha perso anche l'accesso alla casella di posta ufficiale su Microsoft ed è passato a un fornitore svizzero, benché il presidente di Microsoft abbia negato che l'azienda l'abbia chiusa](https://www.justiceinfo.net/en/156691-how-sanctions-can-weaponize-us-tech-against-the-icc.html).

Niente di tutto questo è denaro. Ci sono conti, carte, posta elettronica, un assistente vocale. L'euro con cui i giudici sono pagati non ha perso un centesimo e non è stato toccato da nessuna autorità europea. Quello che è stato spento non è il denaro ma l'accesso al denaro. Conti, carte, software e reti di pagamento stanno tutti fra l'avere dei soldi e il poterli usare.

## Chi può spegnerlo?

Aiuta smettere di pensare alla moneta come a un oggetto unico e pensarla come una catena. A un'estremità c'è la valuta in sé, emessa dalla banca centrale. Poi c'è il conto in cui la tieni. Poi la rete lungo la quale si muove: un circuito di carte, un sistema di pagamenti istantanei e, per tutto quello che attraversa un confine o tocca il dollaro, una banca corrispondente, cioè un'altra banca di cui la tua ha bisogno per spostare denaro all'estero. Poi la tecnologia su cui tutto questo gira: il cloud, il fornitore di identità, il motore antifrode, l'app store. E all'altra estremità c'è il diritto, che dice a chi può essere negata una qualunque di queste cose, e per quali motivi.

Per ogni anello, l'unica domanda che conta ai fini della sovranità è: chi può spegnerlo?

La valuta in sé è controllata dall'Eurosistema. Il conto, dalla tua banca, e la tua banca può spegnerlo quando tenerlo aperto minaccia il suo stesso accesso al resto del sistema. La rete, da chi la possiede, e [i circuiti di carte non europei gestiscono quasi due terzi delle transazioni con carta nell'area dell'euro](https://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2026/html/ecb.sp260618~da08e71469.en.pdf). La tecnologia, da chi la fa funzionare, spesso una manciata di grandi aziende non europee. Il diritto, in linea di principio dall'Unione, in pratica da quello che l'Unione ha effettivamente messo per iscritto.

Il caso della Corte penale internazionale mostra tutti e cinque gli anelli sotto sforzo contemporaneamente, al livello di un'istituzione. Due casi italiani dell'ultimo anno mostrano la stessa catena da altri due punti di osservazione: una singola persona, e la banca che sta in mezzo.

## L'individuo e l'intermediario

Nel 2025 gli Stati Uniti hanno sanzionato la relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese. È cittadina italiana, residente in Europa, non sottoposta ad alcuna misura europea, italiana o delle Nazioni Unite. Ha chiesto di aprire un conto presso Banca Etica, una banca italiana fondata su una carta dei valori esplicita, e la banca ha rifiutato. La sua dichiarazione è la prova migliore di questo articolo, perché è la banca stessa a spiegarsi: [aprire il conto non era vietato dalla legge, ma comportava un rischio concreto di sanzioni secondarie che avrebbero potuto compromettere l'operatività della banca e dei suoi 100.000 clienti, attraverso le banche corrispondenti di cui si serve per muovere fondi all'estero e attraverso le carte che emette sui circuiti americani](https://www.bancaetica.it/banca-etica-chiede-alle-istituzioni-italiane-ed-europee-di-attivarsi-per-rimuovere-le-inaccettabili-sanzioni-usa-a-francesca-albanese/). Le sanzioni secondarie sono penalità rivolte non alla persona in lista ma a chiunque continui a servirla. [Il direttore generale ha aggiunto in seguito che perfino un conto aperto in segno di sfida sarebbe stato inutile, perché nessuna carta avrebbe potuto funzionarvi](https://www.avvenire.it/attualita/le-sanzioni-usa-a-francesca-albanese-che-non-puo-aprire-un-conto-corrente%5F94643). La banca non aveva obiezioni su di lei. Aveva obiezioni su quello che sarebbe accaduto a sé stessa.

Perché una decisione americana dovrebbe contare per una banca italiana che opera in euro? Perché essere una banca italiana non significa operare soltanto dentro infrastrutture italiane. I suoi clienti usano carte che si appoggiano a circuiti americani, e i suoi pagamenti all'estero passano da altre banche che fanno affari negli Stati Uniti. Se perde l'accesso agli uni o alle altre, a rimetterci sono gli altri clienti della banca, che con il cliente sanzionato non hanno niente a che fare.

Un anno dopo la stessa banca ha incontrato lo stesso problema dall'altro lato. Un'associazione italiana, sua cliente dal 2018, è stata inserita in una lista americana il 26 agosto 2026\. [Per ammissione della banca stessa, il rapporto aveva sempre mostrato un'operatività regolare, non aveva mai sollevato un rilievo antiriciclaggio ed era rimasto nella fascia di rischio medio](https://www.bancaetica.it/area-stampa/autistici-inventati-banca-etica-condanna-uso-improprio-ofac-valutazioni-per-non-chiudere-il-conto/). [Il 1° settembre la banca ha sospeso ogni operazione sul conto, il 4 settembre ha receduto dal contratto, e i fondi sono rimasti bloccati](https://www.byte.it/autistici-inventati-porta-banca-etica-in-tribunale-per-riavere-i-fondi-bloccati-dopo-le-sanzioni-usa/), benché le stesse autorità americane avessero concesso di chiudere i rapporti esistenti entro il 25 settembre. L'associazione ha poi presentato un ricorso d'urgenza al Tribunale di Pisa per ottenere la riapertura del conto; nel momento in cui scrivo non risulta pubblica alcuna decisione.

Quello che rende questo caso degno di lettura non è l'associazione ma la spiegazione della banca. Banca Etica non era certo un'istituzione desiderosa di seguire Washington: [nelle sue dichiarazioni pubbliche ha condannato l'uso delle liste antiterrorismo contro il dissenso, e ha detto di aver alzato la valutazione del rischio sul conto solo perché la decisione americana la costringeva a farlo](https://www.bancaetica.it/area-stampa/autistici-inventati-banca-etica-condanna-uso-improprio-ofac-valutazioni-per-non-chiudere-il-conto/). E ha chiuso il conto lo stesso, perché tenerlo avrebbe messo a rischio l'operatività dei suoi altri 130.000 clienti e soci e, con le parole della banca, la sua stessa sopravvivenza. Ha chiesto aiuto alle associazioni bancarie e al Tesoro, e [ha detto pubblicamente che una sentenza le avrebbe dato la copertura necessaria per sbloccare i fondi](https://contropiano.org/news/politica-news/2026/09/15/autistici-inventati-presenta-ricorso-verso-banca-etica-non-chiudeteci-il-conto-0198596). Una banca che chiede di essere citata in giudizio perché un giudice le ordini di fare ciò che dice di voler fare: questa è la posizione dell'intermediario nella catena, descritta dall'intermediario stesso.

Guardiamo la tempistica. Washington stessa aveva concesso trenta giorni per chiudere il rapporto in modo ordinato; la banca ha congelato il conto in sei e receduto in nove. Questa sequenza mostra bene il meccanismo del de-risking, un fenomeno abbastanza diffuso da aver spinto le autorità di vigilanza europee a emanare linee guida per contrastarlo: quando è l'intermediario a sopportare le conseguenze di una decisione sbagliata, agisce prima e con più durezza di quanto la misura stessa richieda. Più realista del re, e per una ragione che al re non è mai toccato dare.

Tre punti di osservazione, dunque, su un unico meccanismo. Una corte internazionale, un individuo, e la banca europea che sta fra il diritto europeo e la leva americana. In nessuno dei tre l'euro ha fallito. Quello che è finito sotto pressione, e per alcuni di loro ha ceduto, è l'accesso all'infrastruttura necessaria per usarlo.

## L'euro digitale risolverebbe il problema?

In parte, e la parte che risolve è reale. La Banca centrale europea costruisce l'euro digitale per dare agli europei un mezzo di pagamento digitale pubblico che non dipenda da circuiti di carte non europei. Arriverebbe comunque alle persone attraverso le banche e gli altri prestatori di servizi di pagamento, non direttamente dalla banca centrale. [La legislazione che lo istituisce è in negoziato fra Parlamento e Consiglio da luglio](https://www.bancaditalia.it/media/notizia/the-european-parliament-decided-to-open-negotiations-on-the-digital-euro-regulation/), e [la BCE prevede un pilota di dodici mesi dalla seconda metà del 2027, con l'obiettivo di essere pronta per una possibile prima emissione nel 2029](https://www.ecb.europa.eu/paym/digital%5Feuro/pilot/html/index.en.html). Anche il versante privato si muove: il 30 settembre [cinque schemi di pagamento nazionali, fra cui Bancomat, Bizum e Wero, hanno creato una società comune per collegare le proprie reti, 130 milioni di utenti in tredici paesi](https://epicompany.eu/media-insights/european-network-for-payments/), con l'obiettivo dichiarato di ridurre la dipendenza da Visa e Mastercard. Un anno fa scrivevo che l'euro digitale aveva bisogno di una vera infrastruttura europea dei pagamenti intorno a sé. Quell'infrastruttura ora viene costruita, da mani pubbliche e private insieme.

Proviamo ora ad applicare la stessa catena all'euro digitale. La moneta è già sovrana. L'infrastruttura di pagamento è precisamente il livello su cui intervengono l'euro digitale e la nuova rete di interoperabilità: un progresso reale. La tecnologia sottostante, invece, resta fuori da entrambi. I conti restano presso le stesse banche che oggi, per prudenza, applicano liste straniere. E il quadro giuridico non cambia. L'euro digitale può rendere europei i circuiti su cui viaggia il pagamento. Non rende automaticamente europeo tutto quello da cui la banca dipende: non le banche corrispondenti che Banca Etica ha nominato accanto alle carte, e non l'esposizione della banca che ti dà accesso all'euro digitale. Il problema non è mai stato semplicemente che il circuito delle carte fosse americano. È stato che le istituzioni che servivano i giudici hanno concluso che continuare a servirli le esponeva a un rischio che non potevano sopportare.

## La risposta russa

La Russia si è trovata davanti alla stessa vulnerabilità e ha scelto una risposta molto diversa. Il suo rublo digitale gira su una piattaforma della banca centrale, [concepita fin dall'inizio, come notava l'Atlantic Council nel 2023, come un canale al riparo dalla leva finanziaria occidentale](https://www.atlanticcouncil.org/blogs/new-atlanticist/russia-is-ramping-up-its-cbdc-will-putins-robot-ruble-work/): [dal settembre 2026 le banche maggiori sono tenute a offrirlo e i commercianti più grandi ad accettarlo, con un obbligo che si estende per gradi a banche e commercianti minori fino al 2028, mentre per le persone l'uso resta volontario](https://www.cbr.ru/press/event/?id=25774).

L'Unione ha detto formalmente a cosa serve quella piattaforma. [Il ventesimo pacchetto di sanzioni, con il Regolamento 2026/506 del Consiglio, vieta le transazioni in rubli digitali e qualsiasi sostegno europeo al loro sviluppo](https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=OJ:L%5F202600506), con effetto dal 24 maggio 2026\. Per la prima volta la valuta digitale di una banca centrale compare in una lista europea di strumenti di elusione.

Due risposte, dunque, alla stessa domanda su chi può interrompere un pagamento. La Russia porta l'infrastruttura di pagamento dentro il perimetro dello Stato e obbliga le banche a sostenerla. L'Europa mantiene un sistema aperto, gestito attraverso le banche e sottoposto allo stato di diritto, in cui bloccare un pagamento richiede un fondamento giuridico. Quella scelta lascia la banca esposta, e sposta gran parte del peso sul diritto che dovrebbe proteggerla.

Né la linea di confine è l'obbligo di accettazione, che l'euro digitale avrà a sua volta in quanto moneta a corso legale. La linea è se un'intenzione politica possa diventare un'istruzione eseguibile senza passare per leggi, giudici e intermediari che possono dire di no, e se le alternative, il contante prima di tutto, restino protette dalla legge e utilizzabili in pratica. Il controllo diventa più facile man mano che scompare la possibilità di uscire.

## Cosa dice davvero il diritto europeo

Qui l'anno trascorso ha prodotto qualcosa che il pezzo del 2025 non poteva citare. La storia comincia in Slovenia. Nel 2017 una banca bloccò il tentativo di un uomo di pagare una bolletta dal conto della moglie, dicendo di dover rispettare le restrizioni americane. Nel 2022 lui chiese a proprio nome un conto di pagamento di base, il conto semplice a cui ogni residente legale dell'Unione ha diritto in forza di una direttiva europea, e la banca rifiutò, perché il suo nome era in una lista americana. Non era sottoposto ad alcuna sanzione delle Nazioni Unite, dell'Unione o della Slovenia, e non era mai stato condannato per nulla. Si rivolse a un giudice, che a sua volta interrogò la Corte di giustizia a Lussemburgo. L'11 giugno 2026 è arrivata la risposta.

[Una lista straniera, ha detto la Corte, può essere un fattore di rischio che la banca deve soppesare, ma da sola non consente un rifiuto. La banca deve valutare, per quel cliente specifico, se esista un rischio reale di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, e può rifiutare solo se conclude di non poter gestire quel rischio con misure proporzionate](https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:62024CJ0081). La Corte ha aggiunto che le funzioni limitate di un conto di base riducono quel rischio in partenza. In parole semplici: una lista americana è un'informazione, non una norma europea.

La legislazione ora in negoziato costruisce l'accesso ai servizi di base in euro digitale su questo stesso quadro dei conti di base. Se quell'architettura sopravvive al triloguo, la sentenza conterà anche per l'euro digitale: con la legislazione nello stato attuale, letta insieme alla sentenza, a un consumatore non potrebbero essere negati i servizi di base in euro digitale solo perché compare in una lista americana.

È una posizione più forte di quella che la maggior parte delle persone attribuisce all'Europa. Ora guardiamo cosa non copre.

Copre i consumatori. Un'associazione, un'impresa, una corte internazionale non sono consumatori, e il diritto al conto di base non si estende a loro. I tre casi descritti sopra mostrano precisamente dove passa quel confine: l'individuo è protetto sulla carta, gli altri clienti della banca no, l'istituzione meno di tutti.

Copre il rifiuto di aprire un conto. Il caso Banca Etica è stato la sospensione di un rapporto durato otto anni, su un conto ordinario, chiuso dalla banca con il recesso dal contratto, che è un terreno giuridico diverso dal diritto al conto di base.

E copre un solo tipo di rischio. La Corte ragiona interamente sul rischio che il cliente ricicli denaro o finanzi il terrorismo. Il rischio che Banca Etica ha descritto non era quello. Era il rischio per la banca stessa: per le sue carte, per le sue banche corrispondenti, per le 130.000 persone che con il caso non avevano niente a che fare. Non è il tipo di rischio che la Corte ha riconosciuto come sufficiente, da solo, a negare un conto di base, e questo protegge il cliente. Nulla nella sentenza toglie quel rischio alla banca. È qui che emerge il problema: la Corte protegge il cliente dalla banca. Non protegge la banca dalle conseguenze del proteggere il cliente.

L'Europa ha già uno strumento giuridico pensato esattamente per questo tipo di conflitto. Il Regolamento di blocco, in vigore dal 1996, impone agli operatori europei di non conformarsi alle sanzioni straniere che l'Unione considera illegittimamente extraterritoriali. Ma contano solo le leggi straniere elencate nel suo allegato, e [quell'allegato, per descrizione della stessa Commissione, copre oggi misure americane relative a Cuba e Iran](https://finance.ec.europa.eu/eu-and-world/open-strategic-autonomy/extraterritoriality-blocking-statute%5Fen). Nessuno dei tre casi di questo articolo vi compare, [e non è nemmeno chiaro se il regolamento possa proteggere la Corte penale internazionale, che è un organismo internazionale e non europeo](https://abcnews.com/International/wireStory/netherlands-bracing-potentially-devastating-us-sanctions-icc-136616246).

Se rileggiamo la catena dal punto di vista del diritto, il risultato è questo. Moneta europea, garantita dai trattati. Un diritto europeo di accesso, previsto da una direttiva e ora rafforzato da una sentenza, che la banca non può negare solo perché Washington ha messo un nome in una lista. E una leva straniera su quella banca, a cui il diritto europeo sa resistere in alcuni casi, ma non in questi.

## Cosa significa, alla fine, sovranità

La domanda del titolo ha una risposta più scomoda di quanto sembri. Non basta chiedersi chi possiede i circuiti, come se, una volta europei, la questione fosse chiusa. Il caso Banca Etica mostra il contrario: la banca è italiana, il conto era in euro, il denaro non ha mai lasciato il paese, e il conto si è chiuso. La dipendenza sopravvive alla nazionalità dell'infrastruttura, perché non sta soltanto nell'infrastruttura: sta anche nei rischi a cui la banca resta esposta e nelle regole con cui è costretta a gestirli.

Né la risposta è una nuova tecnologia. L'Europa ha già regole contro le banche che abbandonano i clienti in modo indiscriminato: [l'Autorità bancaria europea ha emanato nel 2023 linee guida contro il de-risking ingiustificato, e coprono già le organizzazioni senza scopo di lucro e le situazioni in cui si applica il diritto al conto di base](https://www.eba.europa.eu/eba-issues-guidelines-challenge-unwarranted-de-risking-and-safeguard-access-financial-services). Quello che manca all'Europa è una regola generale per il caso in cui rispettare il diritto europeo esponga la banca stessa a una coercizione proveniente da fuori dell'Europa, ed è il caso che tutte e tre le storie descrivono. Con il Regolamento di blocco, l'Europa ha già accettato il principio che esistono circostanze in cui le sanzioni straniere non devono dettare la condotta degli operatori europei. La questione politica irrisolta è fin dove è disposta a estendere quel principio.

L'anno scorso ho scritto che la moneta dovrebbe restare infrastruttura pubblica. Lo penso ancora, e l'euro digitale è la prova che l'Europa sa costruirla. Ma l'anno trascorso mi ha insegnato che possedere l'infrastruttura è la condizione, non il risultato. L'Europa ha già i pezzi della protezione di cui ha bisogno. Quello che non ha ancora fatto è farli incontrare nel punto su cui la pressione finisce concretamente per scaricarsi: la banca chiamata a mantenere in funzione il sistema.

La sovranità non è la proprietà del circuito. È la capacità di tenere il circuito in funzione secondo le proprie regole quando qualcun altro vuole spegnerlo.

*The information and views set out in this article are those of the author and do not necessarily reflect the official opinion of the European institutions.*